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La Notte bianca (pochino) futurista
di Giovanni M. De Paolini, 03.09.2009
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Una notte bianca che di nuovo avrà ben poco. Stand gastronomici, ma soprattutto alcolici, distribuiti per tutto il territorio cittadino, fiumi di persone che si scateneranno al suono dei dj che tutti i locali hanno predisposto, per offrire una notte di follia in cui tutto è permesso. Ottimamente riuscita nel 2008, nonostante le polemiche per una manifestazione che ha offerto solo ed esclusivamente lo sballo. D’altro canto, come biasimare promotori ed organizzatori villafranchesi che si concentrano su ciò che porta più introiti.
Difficile però rimanere materialisticamente ed egoisticamente dalla parte della pecunia senza ascoltare le lamentele dei cittadini. Spunta quindi l’idea di una notte bianca futurista, sulla scia di mostre, eventi e manifestazioni organizzate da altre città italiane, per celebrare il centesimo anniversario della pubblicazione del manifesto futurista. Come tirarsi indietro, e quale momento migliore della Notte Bianca, unendo al profano quella cultura "nascosta" l’anno prima ed auspicata da più parti.
Scatta il primo concorso “Premio Arte Villafranca”, ovviamente sul tema del futurismo. Peccato che tale concorso non venga pubblicizzato a sufficienza, e che il personale del Comune non supporti minimamente gli organizzatori: menefreghismo completo davanti ad una manifestazione tanto voluta, nonostante le pressanti raccomandazioni degli amministratori. IlVillafranchese si propone come partner, dando spazio all' evento sui propri schermi, e collaborando con l’esposizione di stampe e filmati dell’epoca futurista presso il Palazzo Bottagisio.
Tutti al lavoro per creare uno spazio nel cuore di Villafranca che affianchi al divertimento anche la cultura: un viaggio all’interno del movimento futurista, dalla nascita alla sua diffusione in ogni arte dai primi secoli del Novecento, un percorso stimolante in un “arredamento” che consenta ai visitatori di immergersi per qualche minuto in uno spazio quasi irreale per quanto lontano dalla bolgia esterna. Le nostre idee continuavano poi ad evolvere: dall’esposizione di manifesti allo sfoggio di costumi dell’epoca, da interventi di esperti del settore a rappresentazioni teatrali. Ed ovviamente piccolo stand, per la serie sen butei anca noi’altri, e come autofinanziamento per tutte queste iniziative che non vengono supportate economicamente da altre fonti.
Poi...improvvisamente...Stop! La burocrazia, ma forse più giochi di potere e interessi economici, bloccano lo stand. Stop manifesti. Stop costumi. Stop esperti di rilevo. Stop teatro.
E così perde di significato una locandina studiata appositamente in stile futurista, ma soprattutto perde di credibilità chi ha finto di curarsi della Cultura, privilegiando invece l’aspetto puramente economico. In un momento in cui questi appuntamenti sono sotto accusa (non ultimo l’intervento di Monsignor Zenti dopo la Notte Bianca di Cerea), Villafranca, la più grande Notte Bianca della Provincia, viene bocciata alla prova di maturità.
Ciò che brucia è che per paura, avarizia, mero menefreghismo o chissenefrega del perché, venga tolta la possibilità a chi, nel poco tempo libero e senza il minimo guadagno, vuole diffondere Cultura e nutrire le nostre testoline con qualcosa di più sano dell’alcool etilico.
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